March 2025 Core Update: l’analisi completa di SEOZoom
Per il terzo anno consecutivo Google ha scelto marzo per riaprire il capitolo degli aggiornamenti algoritmici e spingere verso una nuova calibrazione dei risultati di ricerca. Avviato ufficialmente il 13 marzo e completato in quattordici giorni, il March 2025 Core Update sembra aver provocato variazioni significative in molte SERP italiane e internazionali: alcuni siti hanno guadagnato decine di migliaia di keyword in poche ore, altri hanno registrato flessioni improvvise anche su query strategiche, mentre alcuni settori continuano a oscillare senza segnali stabili di assestamento. Le reazioni sono state immediate e, tra chi osserva un ridotto grado di prevedibilità rispetto agli update precedenti e chi punta il dito contro le scelte di ranking di Google, il dibattito è tornato acceso. In mezzo, restano i dati. E quelli raccolti con SEOZoom, prima e dopo la fine del rollout, forniscono una lettura approfondita degli impatti reali. In queste pagine analizziamo il comportamento delle SERP italiane, i movimenti più importanti, i siti che hanno vinto o perso visibilità e le dichiarazioni ufficiali che ne delineano il contesto tecnico e strategico.
Com’è stato il Google March 2025 Core Update
Il March 2025 Core Update, nella sua traiettoria d’azione, ha raccolto l’eredità delle revisioni algoritmiche rilasciate a novembre e dicembre 2024, ma apre anche un nuovo fronte: oltre ad agire su componenti ormai consolidati come rilevanza semantica e autorità della fonte, sembra porsi l’obiettivo implicito di riequilibrare la distribuzione del traffico tra siti editoriali, social network e contenuti generati dagli utenti.
Come già detto nella presentazione, è stato il primo update del 2025 e ha seguito di circa tre mesi il precedente: in linea di massima, non è sembrato così impattante ed esteso rispetto ad altri aggiornamenti, anche se ovviamente è un broad core update e – soprattutto per i siti colpiti – è stato assolutamente di rilievo.
È stato, insomma, uno dei classici interventi strutturali al sistema di ranking di Google, che modificano la valutazione dell’intero indice di ricerca e ricalibrano l’attribuzione di visibilità a livello globale. Rispetto ad aggiornamenti più specifici o localizzati, questi update toccano in maniera trasversale tutti i settori, ogni tipologia di contenuto e qualsiasi categoria di sito, senza annunciare in anticipo gli elementi oggetto di revisione.
Valgono i principi soliti: un core update non mira a correggere anomalie isolate o ottimizzare singoli aspetti tecnici, perché il suo ambito è molto più ampio e coinvolge i criteri generali con cui Google determina rilevanza, pertinenza e affidabilità dei contenuti. Per questo motivo, un aggiornamento di questo tipo può modificare radicalmente la visibilità di un dominio anche in assenza di cambiamenti interni al sito stesso. I segnali interpretati come positivi da una precedente iterazione dell’algoritmo possono ora perdere importanza, mentre elementi che prima avevano un peso marginale possono risultare determinanti.
Tempistiche del rilascio e durata del rollout
L’annuncio dell’update è arrivato il 13 marzo 2025 attraverso i canali ufficiali di Google, con la conferma che si trattava del primo core update dell’anno. Il rilascio è durato esattamente due settimane, con conclusione il 27 marzo. Questo dato, in sé, non rappresenta un’anomalia: già in passato Google ha definito durate simili per i propri aggiornamenti principali, anche se la velocità e la distribuzione degli effetti possono variare enormemente tra un’implementazione e l’altra.
Nel confronto con i due aggiornamenti precedenti, avvenuti tra novembre e dicembre 2024, emergono alcune differenze operative interessanti. Il November 2024 Core Update, ad esempio, si era esteso per 24 giorni e aveva stimolato intense fluttuazioni a più riprese, segno di un’azione a rilascio progressivo e stratificato. Il December 2024 Core Update, invece, si era rivelato particolarmente incisivo ma anche sorprendentemente rapido – meno di sei giorni – lasciando un impatto immediato sulle SERP.
Con i suoi quattordici giorni di rollout, il March 2025 Update torna a una dinamica più “classica”, ma ciò non implica automaticamente una minore rilevanza: le tempistiche di rilascio non vanno lette come indice della profondità dell’intervento, bensì come parte del metodo di distribuzione adottato in quel momento. L’adozione di un periodo medio suggerisce un equilibrio tra cambiamenti già pronti da implementare e altri più graduali, che potrebbero essersi attivati progressivamente nei quattordici giorni.
Obiettivi dichiarati da Google e dichiarazioni ufficiali
Come già avvenuto in occasione di precedenti update, anche con l’intervento di marzo Google ha scelto un approccio comunicativo essenziale, rimarcando le stesse linee guida già diffuse negli ultimi due anni. L’obiettivo generale, come dichiarato nella nota ufficiale, resta quello di migliorare la qualità dei risultati di ricerca, mostrando “contenuti sempre più pertinenti, soddisfacenti e informativi per chi effettua una ricerca”.
Nel dettaglio, Google ha chiarito che l’update coinvolge ogni tipo di sito, senza focalizzarsi su particolari formati o settori. Il sistema valuta l’intero indice e adatta la visibilità delle singole pagine in base a segnali qualitativi che variano con l’evoluzione dell’algoritmo stesso. Anche per questo motivo, i siti che vedono cali nei ranking non devono necessariamente interpretare il movimento come penalizzazione specifica: piuttosto, potrebbero aver perso visibilità in favore di altri contenuti ritenuti, in quel momento, più rilevanti.
Importante anche la posizione tenuta da Google rispetto alle azioni da intraprendere in caso di flessione nei risultati: nessun intervento tecnico è richiesto in modo esplicito. La raccomandazione generale resta quella di continuare a pubblicare contenuti utili, di qualità, pertinenti, ben strutturati e orientati all’utente. Tuttavia, come vedremo più avanti, è proprio su questo punto che si sono concentrate alcune critiche da parte della community SEO, che invoca maggiore chiarezza su cosa voglia davvero dire “qualità del contenuto” in un contesto search sempre più ibrido tra pagine web e social feed.
Il caso dei SEO Tools: le difficoltà con le API di Google
A complicare le cose (e l’interpretazione delle dinamiche in atto) c’è stato anche un evento tecnico, coinciso con la fase centrale del rollout del March 2025 Core Update: intorno al 19 marzo, infatti, Google ha modificato la struttura dell’HTML delle proprie SERP, generando una serie di malfunzionamenti nei sistemi automatici di rilevamento dei dati utilizzati dai principali strumenti di analisi SEO a livello globale.
Per molte ore – e in alcuni casi per intere giornate – piattaforme diffuse come Ahrefs, SE Ranking, Semrush e altri servizi internazionali hanno registrato problemi nella rilevazione dei risultati organici effettivi, mostrando dati incompleti o incoerenti. Non si è trattato di un semplice disservizio momentaneo, ma di un cambio strutturale nel modo in cui Google restituisce le informazioni visibili agli utenti, e quindi accessibili alle tecnologie di crawling e parsing.
In questo contesto, come evidenziato orgogliosamente da Ivano Di Biasi via social, SEOZoom ha reagito con maggiore tempestività rispetto al resto del mercato: avendo sviluppato internamente i propri sistemi di lettura e interpretazione delle SERP, il team è riuscito a riformulare rapidamente il parsing delle pagine aggiornate, ripristinando la precisione dei dati entro poche ore. Ma il vero valore emerso da questa criticità tecnica va oltre la risoluzione operativa del problema. L’intervento ha infatti permesso di osservare un comportamento algoritmico di particolare rilievo: mentre i risultati dei siti web tradizionali subivano variazioni visibili e differenze nella formattazione, i link provenienti da piattaforme social come TikTok, Instagram, Reddit e Pinterest risultavano invariati nel codice, suggerendo l’utilizzo di logiche distinte per la gestione delle due tipologie di contenuto.
Social Network e Google Search: due algoritmi separati?
L’evidenza emersa dal comportamento del nuovo HTML suggerisce che i contenuti provenienti dai social vengano trattati attraverso un sistema di ranking autonomo rispetto a quello riservato ai documenti standard del web. È un’ipotesi che diversi analisti avevano già considerato negli scorsi mesi, osservando la costanza con cui elementi da piattaforme come Twitter, Instagram, TikTok o Reddit apparivano stabilmente in SERP per determinate ricerche, soprattutto nelle posizioni intermedie.
Secondo i dati raccolti da SEOZoom, questi contenuti tendono a posizionarsi in maniera ripetitiva tra la quarta e la settima posizione, con una dinamica che risponde più a logiche di inclusione per tipo di query e formato che a una vera valutazione contenutistica tradizionale. In altre parole, una certa quota della pagina di ricerca sembra “riservata” a risultati social, selezionati in base alla categoria dell’intento ma estranei al processo competitivo con i siti editoriali classici.
Questo divide operativo implica che Google possa aver decentrato il sistema di ranking in due componenti cooperanti, ma non identiche: una per le pagine del web tradizionale, l’altra per contenuti generati da utenti all’interno di piattaforme social. L’integrazione finale avviene prima della visualizzazione sul browser, ma l’origine dei segnali valutativi è, con buona probabilità, distinta e modellata su parametri specifici.
Per chi gestisce strategie SEO, questo constatazione apre una riflessione non secondaria: la competitività nei risultati organici non riguarda più esclusivamente la propria presenza in dominio, ma anche la capacità di presidiare spazi ibridi con contenuti adattati ai formati preferenziali di Google. In determinate query, realizzare post video, thread o discussioni su piattaforme social può oggi offrire maggiori possibilità di visibilità piuttosto che puntare su pagine interne, per quanto ottimizzate sul piano tecnico.
È in questa direzione che strumenti come Opportunità Social – una funzionalità già attiva da tempo in SEOZoom – assumono un valore strategico concreto. Permettono infatti di individuare esattamente le keyword per cui è alta la probabilità di apparizione di contenuti social in SERP, disegnando un orizzonte operativo che va oltre la tradizionale distinzione tra SEO e social media marketing. In termini di presenza nelle ricerche, i due ambiti non sono più separabili.
I dati di SEOZoom: l’analisi dell’impatto sulle SERP italiane
Il March 2025 Core Update ha mostrato un comportamento algoritmico piuttosto articolato, con un’intensificazione graduale dell’attività sulle SERP italiane che si è manifestata con tempi e modalità ben distinguibili. I dati raccolti e analizzati con l’Osservatorio SERP di SEOZoom –che rileva ogni giorno la variabilità dei ranking su milioni di keyword – offrono una fotografia dettagliata degli effetti dell’aggiornamento nel nostro Paese, permettendo di tracciare con precisione le fasi dell’intervento.
Nel periodo compreso tra l’8 e il 17 marzo, ovvero nei giorni immediatamente precedenti e successivi all’annuncio ufficiale del rollout (13 marzo), l’attività delle SERP è rimasta per lo più contenuta, con percentuali di variazione al di sotto della media storica. Questo dato ha inizialmente generato l’impressione di un aggiornamento lento, poco aggressivo, quasi impercettibile.
A partire dal 18 marzo, però, la situazione si è modificata visibilmente. Le fluttuazioni hanno iniziato a manifestarsi in modo più marcato, soprattutto per quanto riguarda le Grandi variazioni, che segnalano spostamenti significativi all’interno della SERP e riflettono solitamente una ricalibrazione evidente dei segnali algoritmici. L’attività anomala è proseguita e si è intensificata fino al 23 marzo, giorno in cui è stato registrato il valore più alto del periodo: un +6,42% rispetto alla media storica.
Nei giorni immediatamente successivi, il comportamento dei dati sembrava lasciare spazio a un graduale assestamento. Tuttavia, l’analisi della giornata del 27 marzo – giorno esatto della chiusura ufficiale del rollout – evidenzia che le oscillazioni sono ancora in atto. I valori rilevati mostrano un picco nelle Grandi variazioni (+5,76%) e un aumento significativo dei siti usciti dalla Top 10 (+1,81%), accompagnati da una discreta attività all’interno della prima pagina (+0,41%), mentre le Piccole variazioni restano in territorio negativo (-1,87%).
Questi dati confermano che Google sta completando la fase di ristrutturazione dei ranking con movimenti ancora rilevabili, segno che l’algoritmo continua ad assestare i risultati anche dopo la comunicazione ufficiale della chiusura del rollout. È quindi altamente probabile che i prossimi giorni portino ancora piccoli aggiustamenti, soprattutto su keyword ad alta competizione o in settori già fortemente instabili.
Le fluttuazioni più evidenti nelle SERP
Le metriche monitorate quotidianamente dall’Osservatorio SERP aiutano a decodificare il comportamento del motore di ricerca durante i giorni successivi al rilascio dell’update. In particolare, tre indicatori si sono rivelati i più significativi per valutare l’intensità e la natura dei cambiamenti che hanno interessato le SERP italiane:
- Le Grandi variazioni, cioè gli scostamenti marcati di posizione a carico delle singole pagine, sono salite ben oltre la norma storica già dal 20 marzo, mantenendosi elevate per tutta la parte centrale del rollout. Il 23 marzo si è raggiunto il valore massimo, con un +6,43%. Anche il 27 marzo – giornata conclusiva – abbiamo rilevato un +5,76%, dato che ridimensiona l’idea di una chiusura netta e che, anzi, suggerisce un aggiornamento ancora “vivo” anche dopo il termine ufficiale.
- La frequenza dei siti usciti dalla Top 10 rappresenta un altro segnale di instabilità. Il 22 marzo il valore ha toccato un +1,85%, mentre il 27 si attesta su +1,81%. Si tratta di percentuali superiori alla soglia di normalità e indicano che Google sta ancora riassegnando la visibilità tra domini concorrenti.
- Le Piccole variazioni – ovvero gli spostamenti minori nelle classifiche – hanno invece mostrato un andamento opposto: sono rimaste costantemente sotto media per tutto il periodo di massimo impatto, con valori negativi come il -2,50% del 26 marzo e il -1,87% del 27. Questo suggerisce che l’update non ha generato micro-oscillazioni distribuite, ma ha operato in modo focalizzato, con modifiche sostanziali a carico di specifici siti o cluster di intenti di ricerca.
Il quadro complessivo è quello di un aggiornamento che non lavora su sfumature, ma interviene in modo deciso su categorie di contenuti e filoni tematici evidenti. Quando la frequenza delle Piccole variazioni diminuisce mentre aumentano quelle Grandi, significa che l’algoritmo non sta sperimentando piccoli test o affinamenti progressivi, ma ha già individuato nuovi pattern ritenuti adeguati, applicandoli con coerenza.
Per le aziende, i publisher e i professionisti SEO, questa interpretazione cambia le regole della reazione: non siamo di fronte a un update che si auto-corregge progressivamente, ma a un intervento che sembra avere già delineato le sue gerarchie. Chi ha perso visibilità difficilmente potrà confidare in un rientro spontaneo nei ranking. Chi ha guadagnato, allo stesso tempo, non potrà considerare la posizione un punto d’arrivo, perché molti settori mostrano ancora un’elevata competizione, segnale che la partita è tutt’altro che conclusa.
March 2025 Core Update, chi sono i winner: i siti che hanno guadagnato visibilità
L’update ha rimescolato in modo significativo le classifiche dei risultati organici anche in Italia, premiando alcuni progetti con netti incrementi di traffico, aggiornamenti di ranking importanti e miglioramenti rilevanti in termini di keyword posizionate e Zoom Authority. L’analisi approfondita condotta con SEOZoom consente di individuare non soltanto i singoli siti che ne hanno beneficiato, ma anche alcuni modelli ricorrenti nei settori favoriti. Rispetto agli update precedenti, questa tornata di modifiche sembra aver riconfigurato il valore percepito di diverse tipologie di contenuto, spingendo verso l’alto progetti con una forte specializzazione editoriale, una composizione tematica coerente e una copertura semantica rilevante sulle query ad alta intensità informativa o transazionale.
Tra i beneficiari più evidenti ci sono piattaforme informativo-specialistiche, progetti verticali focalizzati su nicchie tematiche stabili (come salute, sport, pubblica amministrazione, moda), ma anche portali generalisti in grado di presidiare keyword ad alto volume con contenuti aggiornati, pertinenti e ben connessi tra loro. Un altro asse visibile riguarda ancora una volta i contenuti generati dagli utenti e integrati nelle SERP da portali come Reddit, TikTok o piattaforme video, che continuano ad allargare la propria presenza, spesso indipendentemente dalla qualità testuale del contenuto, grazie alla riconosciuta capacità di rappresentare opinioni autentiche o “conversazioni di pubblico valore”.
L’elenco dei siti in maggiore ascesa è stato ordinato secondo la variazione assoluta di traffico stimato rilevata da SEOZoom con riferimento al periodo precedente e successivo all’aggiornamento. Per ogni caso, vengono riportati il valore della crescita, gli aspetti strategici più indicativi e le keyword principali che spiegano il cambiamento nei ranking.
- Mowmag.com
Tra i siti che più hanno beneficiato dell’aggiornamento algoritmico di marzo 2025 spicca mowmag.com, magazine digitale italiano nato con un’impronta narrativa sui motori e sul lifestyle, e progressivamente evoluto in un contenitore editoriale capace di presidiare ambiti specifici dell’informazione sportiva e del costume. Secondo l’analisi con SEOZoom, il sito ha più che triplicato il traffico nel giro di poco più di due settimane, passando dai 69.629 visitatori stimati del 6 marzo ai 216.053 rilevati il 22 marzo, con una variazione del +210% e un impatto diretto sulla percezione algoritmica dell’autorevolezza del dominio.
Il numero di keyword posizionate è quasi raddoppiato (da 44.052 a 83.154), con un incremento netto di 39.102 parole chiave. Questo dato suggerisce una combinazione di due fattori: da un lato, un potenziamento dell’indicizzazione su keyword già presidiate, probabilmente per effetto di una maggiore fiducia complessiva; dall’altro, l’espansione semantica verso query precedentemente marginali o non coperte. L’effetto risultante è una miglior tenuta sulle posizioni intermedie della prima pagina di Google e l’ingresso in Top10 per una serie di keyword ad alta visibilità.
A certificare questo salto in avanti è anche l’incremento della Zoom Authority, che sale da 52 a 57 (+5), valore molto rilevante su scala logaritmica, soprattutto per un sito editoriale giovane e ancora in crescita. Mowmag consolida dunque una centralità tematica che si era già notata nei precedenti mesi, ma che ora si cristallizza con maggiore evidenza grazie a una distribuzione efficace dei contenuti in cluster verticali e navigabili.
Le performance migliori si riscontrano nelle ricerche legate all’universo sportivo e motociclistico. Il sito è ora in position 3 per “jannik sinner” (4.090.000 ricerche mensili), e rientra nei primi risultati anche per keyword correlate come “tennis sinner”, “carlos alcaraz” (posizione 7) o, restando nello sport, “enea bastianini” (5) o “marco bezzecchi” (8). Mowmag si inserisce inoltre in query ibride tra informazione e costume, come “liliana resinovich” (oggi primo su Google), e intercetta traffico anche su ricerche più pop legate a personalità dello spettacolo o figure cult della Gen Z (es. “filippo champagne”, “monica giandotti”, “chris bumstead”).
Questo mix tra attualità sportiva e contenuti culturali collaterali sembra essere stato interpretato favorevolmente dall’algoritmo post-update. In particolare, l’architettura del sito – agile, tematica, ben articolata per sezioni – unita a una frequente produzione di articoli in linea con i trend informazionali ad alto volume, ha probabilmente favorito una riconsiderazione algoritmica positiva. Il contenuto si presenta come sufficientemente curato, con una forte carica narrativa non enciclopedica, in grado di occupare spazi lasciati vacanti da testate più generaliste.
- Startmag.it
Il secondo sito per crescita assoluta di traffico tra quelli analizzati è startmag.it, testata nativa digitale attiva nell’ambito dell’informazione economico-industriale, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, dell’energia, della politica pubblica e delle dinamiche istituzionali. Il March 2025 Core Update ha prodotto un salto notevole nel suo livello di visibilità organica, con un incremento del traffico stimato da 238.942 a 565.315 (+136%) in meno di tre settimane.
In parallelo, le keyword posizionate sono cresciute di oltre 31.000 unità, passando da 54.747 a 86.487. La Zoom Authority rispecchia questo scatto, salendo da 54 a 61 (+7): uno dei balzi più netti rilevati nel segmento dei magazine digitali ibridi tra politica e attualità economica.
- FLCGIL.it
Tra i winner più evidenti figura flcgil.it, portale istituzionale della Federazione Lavoratori della Conoscenza nel contesto sindacale della CGIL. Il dominio si è rivelato tra i più premiati dall’aggiornamento, con un incremento di traffico da 118.762 a 285.928 visite stimate (+140,7%), spinto sia dall’interesse stagionale per tematiche collegate alla scuola e al personale ATA, sia da segnali algoritmici di rafforzata rilevanza per i contenuti di servizio.
Le keyword posizionate passano da 34.256 (6 marzo) a 47.289 (22 marzo), +38% netto, con una presenza solida su query chiave come “istanze on line” (volume: 1.000.000), “domanda personale ata 2024”, “concorso docenti 2023”, “riforma scuola” o “pensionamento ultime notizie”. Molti di questi termini sono connotati da picchi informativi in corrispondenza di specifiche scadenze ministeriali.
L’incremento della Zoom Authority è uno dei dati più interessanti: da 48 a 59 (+11 punti), variazione molto rilevante se si considera la natura quasi esclusivamente istituzionale del sito. La valorizzazione di flcgil.it potrebbe segnalare l’adozione da parte di Google di un nuovo weighting per quanto riguarda contenuti di servizio pubblico ripresi da fonti ufficiali, o almeno facilmente verificabili e identificabili come appartenenti a soggetti collettivi autorevoli.
- Monzatoday.it
Con un balzo del +92% nel traffico stimato, monzatoday.it si inserisce di diritto tra i protagonisti dell’update. Il sito, appartenente al network editoriale Citynews, è passato da 141.902 visite a 272.627 nel periodo immediatamente successivo al rollout algoritmico.
Oltre ai numeri, colpisce la crescita di keyword attive in SERP: da 75.597 a 117.582 (+55%).
- Furla.com
Il portale eCommerce ufficiale del noto marchio italiano di pelletteria ha ottenuto una visibilità organica senza precedenti dopo l’aggiornamento di marzo. Furla.com è passato da 107.980 a 247.115 visite stimate (+129%), con un incremento anche nella copertura delle keyword strategiche: da 19.852 a 21.118.
Nonostante la crescita numerica delle keyword sia contenuta, l’ascesa di posizionamento su query di fascia alta ha avuto effetti molto più significativi. Tra le parole chiave ora presidiate nelle prime posizioni si trovano “borsetta tracolla nera”, “borsetta gialla”, “borsa nera”, “pochette blu”, tutte con volumi che superano i 2.000 utenti mensili e con chiara intenzione d’acquisto.
L’algoritmo premia qui evidenti segnali E-E-A-T (esperienza, expertise, authoritativeness e trust): brand riconosciuto, contenuti proprietari, gestione diretta dello shop. La Zoom Authority è aumentata da 55 a 58, avvicinandosi sensibilmente agli standard dei principali player moda retail presenti in SERP. È plausibile che la chiara architettura delle landing e il markup strutturato efficace abbiano supportato un miglioramento della comprensione da parte del motore.
- Reddit.com
Il trend in continuo aumento di Reddit nelle SERP italiane è ormai un dato stabile da mesi, cavalcato perfettamente anche dal March 2025 Update. Dopo una riduzione parziale nella prima settimana di rollout – con ipotesi di reale discesa o semplice redistribuzione tecnica – il portale ha chiuso in netto guadagno: +1.2 milioni di traffico stimato, da 7.6 a 8.8 milioni (+16%).
Il dato più rilevante resta comunque il volume di keyword presidiate: da 5.734.791 a 7.624.667, con presenza trasversale in tutte le tipologie di intenti, da quelle informazionali alle long tail conversazionali. Reddit continua a emergere su query non presidiate da realtà editoriali strutturate, così come nelle discussioni su prodotti, recensioni, software, salute alternativa, gaming, cinema, relazioni online.
Salta all’occhio la crescita verticale in settori in precedenza dominati da grandi portali: salute e tecnologia, ad esempio, mostrano una presenza sempre più forte del sito nei risultati misti, con contenuti posizionati per thread nativi senza alcuna ottimizzazione tecnica. La Zoom Authority è ora a 82 (+3 rispetto a gennaio), valore che suggerisce un riconoscimento consolidato nel valore informativo percepito.
- TikTok.com
Anche TikTok, al pari di Reddit, ha beneficiato di una crescita significativa dopo il March 2025 Core Update. Il traffico stimato per il dominio sul mercato italiano è passato da circa 4.149.509 a 6.758.390 visite stimate (+63%), mentre il numero di keyword posizionate ha superato quota 9,9 milioni. Nell’arco di pochi giorni, TikTok.com ha consolidato la propria visibilità su una porzione crescente di query legate a trend musicali, contenuti lifestyle e intrattenimento breve, segnando la propria presenza stabile nei risultati organici di Google, in parallelo rispetto alle visualizzazioni ottenute in piattaforma.
Il fatto che il dominio sia riuscito a espandersi così tanto nonostante non sia un contenitore testuale tradizionale conferma che Google – come già avevamo rilevato nei mesi passati – integra nei suoi ranking contenuti provenienti da social media in maniera indipendente rispetto alle logiche classiche di pertinenza, trust o struttura SEO.
La Zoom Authority aumenta di tre punti: da 75 a 78. È un risultato rilevante per un progetto che non può essere analizzato e indicizzato con metodi standard, privo di ottimizzazioni semantiche classiche e basato su un’interfaccia chiusa e app-centrica – anche se è possibile fare SEO per TikTok, come sappiamo! È probabile che a sostenere la crescita sia stata anche la rilevanza dei contenuti provenienti da creator italiani, visibili e consultabili via desktop; la loro diffusione interviene per amplificazione tematica, con Google che intercetta e promuove clip video anche per query che in passato attivavano risultati informativi, tutorial o guide step-by-step.
- Video.sky.it
Sky Italia ottiene un effetto di accelerazione sulle property video, in particolare sul sottodominio video.sky.it, che cresce da 1.512.386 visite stimate a 2.575.523 (+70%). L’indice di keyword posizionate ha registrato uno scatto molto significativo: da 337.926 a 519.126 (+53%), rafforzando la presenza del gruppo su alcune macro-aree tematiche come sport, cultura pop, intrattenimento, informazione d’attualità e rubriche streaming.
L’incremento della Zoom Authority, salita da 67 a 71, concretizza un miglioramento già percepibile durante l’aggiornamento di dicembre e ora confermato da dati più solidi. Tra i contributi più visibili ci sono contenuti che riescono a concretizzare risposte immediate attraverso il video – ad esempio highlights sportivi, programmi in onda e interviste – con keyword correlate a titoli di eventi, nomi di squadre o atleti.
- Farmae
Dopo un momento di instabilità osservato nel tardo inverno – legato con tutta probabilità a una ricalibrazione interna e a un picco irregolare di dicembre/gennaio – farmae.it torna in crescita con valori stabili e solidi. Il traffico stimato risale da 824.465 (dato post-febbraio) a 1.269.520 (+54%). Anche il numero di keyword torna a rafforzarsi: da 128.861 a 143.980, espansione che indica non solo recupero, ma anche ampliamento delle query attive legate a salute quotidiana, integratori, farmaci da banco e bellezza.
Il dominio mantiene una struttura di eCommerce pura, puntando su ottimizzazione delle schede prodotto, integrazione delle recensioni e contenuti collaterali informativi. Google sembra aver premiato la capacità del sito di costruire una griglia semantica coerente attorno a ogni categoria merceologica – un elemento cruciale in ambito YMYL (Your Money, Your Life).
- Dica33.it
Il noto portale informativo sulla salute ha beneficiato di un incremento di visibilità importante, passando da 641.713 visite a 1.039.570 (+62%) e posizionandosi stabilmente in Top10 per molte keyword ricorrenti legate alla salute e al benessere generale. Le keyword totali sono passate da 209.253 a 248.274, mentre la Zoom Authority passa da 66 a 68: una crescita più contenuta, ma comunque rilevante per un sito già abbondantemente indicizzato
Anche in questo caso, emerge una possibile rivalutazione da parte dell’algoritmo dei contenuti medicali leggeri e divulgativi, focalizzati sulla chiarezza e sulla fruibilità, senza competere frontalmente con testi scientifici o riviste accademiche.
- Deghi.it
Il sito specializzato in arredo bagno e complementi d’arredo per esterni e interni ottiene un’ottima performance, salendo da 470.045 a 700.798 visite stimate (+49%). La crescita del dominio coincide con l’esplosione di visibilità per keyword ad alta conversione in ambito casa, come “vasche da bagno”, “lampadari”, “gazebo”, “tavolini salotto”, “mobiletti televisori”.
Il numero di keyword indicizzate più che raddoppia: da 103.629 a 217.291. Si tratta di una performance importante, che dimostra come Deghi sia riuscito a espandere l’indicizzazione anche su varianti long tail e keyword correlate. L’incremento della Zoom Authority da 61 a 64 sostiene l’ipotesi che l’algoritmo abbia premiato la convergenza tra ottimizzazione tecnica, impianto esperienziale della pagina (con immagini, specifiche dettagliate, disponibilità stock e recensioni utenti) e affidabilità percepita dell’eCommerce.
Il posizionamento, in particolare, si rafforza per molte query stagionali e competitive con forte legame con il design e gli acquisti per la casa.
- Zalando.it
Zalando.it continua a rafforzare la sua posizione come riferimento assoluto nel settore abbigliamento online. Rispetto ad altri eCommerce, la sua crescita durante il March 2025 Core Update risulta meno eclatante in termini percentuali (+2,6%), ma qualitativamente molto significativa: in due settimane il sito è passato da 13.970.130 a 14.336.266 visite stimate, con una crescita parallela nel numero di keyword posizionate, che salgono da 643.380 a 728.185 (+84.805).
Quello che colpisce in questo caso non è tanto il salto di traffico, quanto il consolidamento massivo di presenza su alcune delle keyword più competitive dell’intero mercato italiano. Nella fascia alta delle query si registrano ottimi ranking su termini generalisti come “gucci” (posizione 4), “jordan” (5), “yamamay” (6), ma anche sulle keyword branded e di prodotto come “birckenstok”, “rinascimento” e “uniqlo” – spesso in concorrenza con siti ufficiali o rivenditori specifici.
La Zoom Authority cresce ulteriormente, passando da 79 a 80, rafforzando lo status algoritmico di Zalando nel contesto dei portali moda in lingua italiana. Più che una crescita puntuale, si può parlare di uno standard di affidabilità raggiunto e mantenuto, anche grazie alla capacità di presidiare tutte le varianti informative, visuali e transazionali associate ai prodotti fashion.
- Today.it
Il sito today.it, parte dell’ecosistema editoriale di Citynews, ha registrato un incremento netto di visibilità dopo il March 2025 Core Update, riportando il traffico stimato da 3.658.368 a 5.858.845 visite in due settimane (+60%). Si tratta di uno dei balzi più rilevanti tra le testate generaliste italiane non appartenenti ai grandi gruppi storici dell’editoria nazionale.
Il numero di keyword attive in SERP cresce da 826.486 a oltre 1.259.000 (+52%), con un’espansione ben distribuita tra news di cronaca, attualità popolare, articoli di servizio, guida ai bonus statali e notizie regionali. Il miglioramento va letto anche nel contesto più ampio della crescita osservata per altri portali del network, come MonzaToday e MilanoToday, suggerendo un possibile riconoscimento algoritmo a livello di struttura organizzativa o di policy redazionale.
La Zoom Authority è passata da 74 a 75, portando il dominio a ridosso dei 100 siti più autorevoli d’Italia secondo le metriche SEOZoom, confermando il buon rendimento di quello che è già tra i mid-tier domain italiani per frequenza editoriale, velocità di indicizzazione e copertura degli eventi locali.
- Hdblog.it
HDblog è uno dei portali verticali più letti nel mondo della tecnologia di consumo. Dopo la correzione negativa di dicembre 2024, il March 2025 Core Update sembra restituirgli parte della visibilità persa, con un incremento da 2.491.783 a 3.193.539 visite stimate (+28%). I dati mostrano anche un netto rafforzamento delle performance su keyword di fascia altissima, come “YouTube” (position 6), “Amazon” (9), “Google Maps” (10), “Fastweb” (7), “Icloud” (8), “Outlook” (7) o “iPhone X” (on top).
Le keyword posizionate passano da 808.551 a 949.019, con un vantaggio competitivo più marcato nelle ricerche da mobile e su query che attivano snippet, sitelink o grafici knowledge panel, aree su cui HDblog ha storicamente un buon presidio grazie a una struttura chiara e contenuti ben taggati.
Rispetto alla fase discendente post-update di dicembre, questa inversione di tendenza potrebbe suggerire che Google abbia ricalibrato il trattamento dei portali specializzati, privilegiando i contenuti verticali mantenuti con aggiornamento costante piuttosto che le pagine generaliste o aggregatori di bassa qualità. Il posizionamento per keyword storiche torna solido, e il valore informativo percepito sembra tornare sopra soglia: la Zoom Authority sale a 73, segnando un’inversione significativa.
- Ilsole24ore.com
Il sito de Il Sole 24 Ore, dopo mesi instabili, torna a mostrare segnali di risalita marcata nelle SERP: dalle 3.087.276 visite stimate di febbraio si passa a 4.879.726 a fine marzo (+58%). È una riconquista solo parziale rispetto al picco di quasi 6 milioni in novembre, ma rappresenta il primo segnale costruttivo su una curva discendente durata diversi mesi.
A colpire è soprattutto la crescita del bacino keyword: da 550.121 a 929.649 in circa tre settimane. Alcuni segnali puntano a una rivalutazione della sezione “Notizie Finanza”, “Dati Macro” e “Mercati”, mentre la testata continua a soffrire sulle query più generaliste e a perdere posizione nella competizione con aggregatori come Google News o Discover.
Tra le parole chiave cresciute troviamo query in target come “INPS” (posizione 4), “Google” (9), “banca online”, “titoli di stato”, “Kiev” (3). Google sembra nuovamente riconoscere al Sole una funzione di guida informativa su temi economico-finanziari legati all’attualità – e in misura inferiore su cronaca, commenti analitici e consumo digitale.
- Wired.it
Wired.it aveva subìto a dicembre una delle cadute più nette tra le testate tecnologiche e culturali italiane: quasi 2,5 milioni di traffico in meno tra il 12 e il 26 dicembre. Il March 2025 Core Update consente al dominio di riguadagnare una parte della sua visibilità, passando da 1.903.635 a 2.594.790 visite stimate (+36%).
Anche le keyword crescono in modo consistente, salendo da 563.462 a 851.689. La Zoom Authority torna a 72, in risalita dopo il calo a 71 che aveva segnato la fine del 2024.
La ripresa si è concentrata su keyword verticali di attualità culturale e tecnologia sociale: “tinder”, “harry potter”, “intelligenza artificiale”. Wired guadagna anche su keyword d’approfondimento popolare, come “ragno del violino” e “film da vedere”, indicazione che Google ha forse rivisto l’interpretazione delle query da pubblico generico ma con aspettativa qualitativa alta.
- Matrimonio.com
Chiude la lista dei siti vincitori il portale matrimonio.com, riferimento assoluto per l’organizzazione di cerimonie e servizi connessi al wedding. Il sito allunga la sua crescita già avviata da dicembre 2024, con un traffico che passa da 3.608.840 a oltre 4.200.000 visite mensili (dato marzo), pur con tassi di incremento inferiori rispetto ad altri settori.
La sua forza è nella profondità e nella costanza tematica: il presidio su keyword chiave come “matrimoni in spiaggia”, “wedding planner”, “idee segnaposto fai da te”, “abiti da cerimonia” si abbina a una struttura SEO-driven, con call to action commerciali, profili business localizzati e recensioni UGC incorporate.
L’update lo premia per continuità editoriale nel tempo e omogeneità semantica: un “sito utile” nel senso più piatto del termine, oggi stabilmente percepito come soluzione informativa e verticale nella mente dell’algoritmo. La Zoom Authority resta alta e stabile a quota 75, e il volume keyword attive è ottimizzato per estendere la visibilità in una stagione ad alta stagionalità naturale.
Nel complesso, il quadro che si delinea è quello di un aggiornamento che valorizza progetti coerenti, trasparenti e ben focalizzati su specifiche aree informative o commerciali, capaci di rispondere in modo diretto a una pluralità di intenti di ricerca qualificati.
I loser del March 2025 Core Update: i siti penalizzati dall’update
L’analisi dei siti che hanno perso visibilità a seguito del March 2025 Core Update mette in evidenza un’accelerazione nei processi di redistribuzione dei ranking, con ripercussioni più marcate su alcuni comparti specifici. Il calo di traffico osservato su diversi progetti editoriali e verticali suggerisce l’esistenza di pattern algoritmici orientati alla ricollocazione di interi blocchi tematici, piuttosto che all’intervento su singoli casi isolati.
Colpisce, in particolare, la frequenza con cui sono coinvolti domini di lunga data, con strutture editoriali consolidate ma orientate a grandi volumi e coperture generaliste. Le flessioni coinvolgono anche portali ad alta specializzazione – come nel caso dei siti meteo – o hub informativi su query evergreen, la cui perdita di visibilità sembra in parte riconducibile a un riequilibrio dell’algoritmo in favore di fonti più esperienziali, istituzionali o di comunità.
Le penalizzazioni registrate non appaiono casuali né isolate: in più di un caso, i domini colpiti erano già stati interessati da precedenti aggiornamenti algoritmici e mostrano ora segnali di indebolimento strutturale nella capacità di mantenere il posizionamento. In altri, la caduta sembra invece più improvvisa, segno di una revisione dei criteri che governano query specifiche o intere famiglie semantiche. Di seguito l’elenco dei siti più colpiti in termini di calo assoluto del traffico stimato, secondo i dati SEOZoom.
- Tripadvisor.it
Il noto portale, colonna del settore turistico a livello globale, subisce una perdita significativa, passando da oltre 67 milioni a 64,9 milioni di visite stimate (-2,4 milioni).
Anche la Zoom Authority si riduce di un punto, da 90 a 89.
Malgrado il numero di keyword posizionate continui a salire – segnale di un’amplificazione tematica – le posizioni medie peggiorano sulle query rilevanti: ad esempio, keyword nominali di luoghi (“verona”, “napoli”) e categorie (“agriturismi”, “centro commerciale”, “old wild west”), caratterizzate da elevata concorrenza informativa e da un forte mix tra contenuti editoriali, visivi e sociali.
- Ilmeteo.it
IlMeteo.it è di gran lunga il sito più penalizzato in valore assoluto, con una perdita di oltre 16 milioni di visite stimate. La discesa riguarda principalmente keyword core come “meteo Bologna”, “meteo Genova” o “previsioni meteo Cagliari”, con slittamenti di una o più posizioni, determinanti però per la visibilità generale.
Il portale, da anni punto di riferimento per la ricerca meteorologica in Italia, subisce un forte ridimensionamento in questo aggiornamento, il traffico stimato da 60.620.386 a 44.061.855, anche se cresce il numero di keyword posizionate – da 1.810.972 a 2.110.084 – come già accaduto per altri progetti “colpiti”, è una sorta di espansione con performance inferiori nei posizionamenti di maggiore visibilità.
L’impatto è visibile in SERP anche ad occhio nudo: keyword strategiche come “meteo Bologna”, “meteo Genova”, “meteo Cagliari” continuano a generare risultati, ma la posizione e la preferenza data ad altri player segnalano che il peso algoritmico di questo sito potrebbe essere stato riequilibrato. La Zoom Authority arretra di un punto (da 85 a 84).
- 3bmeteo.it
Anche il principale competitor del settore, 3BMeteo.it, vede ridotta la propria visibilità complessiva: il traffico stimato scende da 45.893.902 a 37.223.368 (-8,67 milioni), anche qui nonostante un aumento delle keyword posizionate (da 592.371 a 796.944), che tuttavia non garantiscono la stessa qualità di traffico precedente.
La Zoom Authority si contrae lievemente, da 84 a 83.
- Aranzulla.it
È uno dei segnali più forti dell’intero update: Aranzulla.it perde oltre 5,4 milioni di visite, scendendo da 16.870.671 a 11.457.710. Per un sito che fino a due anni fa superava stabilmente i 19 milioni, si tratta di una flessione strutturale dalla quale sembra complesso risollevarsi con le linee editoriali attuali.
Aumenta il numero di keyword (da 1.744.319 a 1.924.772), ma i contenuti stanno cedendo spazio a forme più snelle, meno scolastiche e più conversazionali.
L’algoritmo sembra oggi preferire thread Reddit, video di TikTok, forum paralleli e fonti meno omogenee ma più dinamiche. Keyword ad alto volume come “youtube”, “icloud”, “outlook”, “iliad” e “amazon” continuano a essere posizionate, ma più in basso, e la ZA cala da 82 a 81.
- Trustpilot.it
Trustpilot.it ha beneficiato di uno straordinario incremento in occasione del December 2024 Core Update, superando i 23 milioni di visite, ma ora con il March 2025 Update è arrivato il ridimensionamento: il traffico scende a 21.406.969, con una perdita di circa 2,3 milioni, anche se la Zoom Authority si mantiene a 82.
Il sito continua a essere visibile su keyword a intent reputazionale alto (“opinioni”, “recensioni”, “affidabile”), ma sembra aver perso posizioni su keyword di categoria e brand legati ad acquisti o comparatori.
- Ansa.it
La testata nazionale ANSA perde traffico stimato in misura rilevante, passando da 13.338.537 a 10.777.990, un calo importante in termini assoluti, che comporta anche un calo di Zoom Authority da 78 a 77.
L’aggiornamento interviene su keyword centrali come “ultime notizie”, “notizia oggi”, “news ucraina”, “borsa oggi” e “regione lombardia”.
Le difficoltà maggiori si notano sulle query generiche da prima pagina, dove l’aggiornamento sembra aver premiato contenuti più contestuali, più snelli o organizzati in formati visivi.
- VanityFair.it
Uno dei casi di maggiore interesse per comprendere l’approccio di Google nei confronti dell’informazione di intrattenimento è rappresentato da VanityFair.it, testata focalizzata su lifestyle, moda celebrity e cultura pop. Il sito vede il proprio traffico stimato scendere da 6.786.764 a 5.020.868 visite, perdendo circa 1,76 milioni di accessi (-25,9%).
Nonostante il volume di keyword intercettate resti alto (oltre 1.2 milioni), la posizione media delle stesse si allontana dalle zone più visibili della SERP. Questa erosione colpisce principalmente la fascia di keyword che storicamente garantivano ampia esposizione e click-through elevati, come i nomi di personaggi televisivi, tendenze moda stagionali, reality show o eventi ad ampia copertura mediatica.
- IlSussidiario.net
Altro caso emblematico è quello de IlSussidiario.net, che da anni rappresenta un ibrido tra aggregatore editoriale, opinionismo politico e infotainment generalista. Il sito perde 721.191 visite stimabili nel periodo dell’update (da circa 2.055.027 a 1.333.836, pari al -35,1%), pur in presenza di un aumento marcato nel numero di keyword posizionate: da 501.568 a 715.570.
Il calo si concentra soprattutto sulla fascia bassa delle query giornaliere (es. argomenti TV, chi è/come funziona, news religiose), dove il dominio sembra oggi meno performante rispetto a competitor più tecnici o più aggiornatiLa Zoom Authority passa da 70 a 69. Si tratta di un valore ancora importante, ma che, in combinazione con il quadro di perdita di clic, indica una perdita di fiducia algoritmica su base sistemica. Altre testate generaliste con forte produzione ma minore strutturazione semantica vivono lo stesso tipo di difficoltà.
- TheWom.it e sottodomini
Ci risiamo: il gruppo The Wom si conferma tra i progetti editoriali più penalizzati dall’aggiornamento di queste settimane. Si tratta di un approfondimento strategico, perché coinvolge almeno 3 property articolate – thewom.it (main), healthy.thewom.it (salute e benessere) e travel.thewom.it (viaggi) – e perché già nei mesi precedenti il dominio aveva evidenziato segnali di declino progressivo.
Il dominio principale, posizionato a metà tra magazine lifestyle e aggregato female-driven, scende da 891.164 a 723.823 visite, con una flessione del 18,7%.
Il numero delle keyword sale da 110.896 a 123.291, ma il crollo di posizionamento medio vanifica l’effetto. Le keyword che più risentono del ricalcolo algoritmico sono legate a psicologia pop, sessualità, consigli di vita quotidiana, relazioni genitoriali e gestione delle emozioni – temi dove Reddit o creator esperti appaiono oggi più “meritevoli” agli occhi dell’algoritmo. La Zoom Authority arretra da 68 a 65. È ormai una traiettoria consolidata verso il basso: ad agosto 2023 la ZA era a 71.
Il sottodominio dedicato al benessere e alla salute scende da 1.588.763 a 1.226.866 visite (-22,8%). Crescono le keyword (da 475.447 a 561.242), ma si allontanano le prime posizioni. Google sembra qui premiare contenuti più autoriali, con segnali esperienziali espliciti. Progetti come Dica33, Humanitas, Fondazione Veronesi acquisiscono spazio, mentre Healthy soffre anche la concorrenza di Reddit e video-TikTok su temi come sintomi, rimedi naturali o dieta. La ZA cala ancora, da 72 a 69: bene al di sotto della soglia automatica di “fonte sanitaria affidabile” implicitamente adottata nel core update.
Il comparto travel è quello più colpito. Il traffico stimato crolla da 662.119 a 338.835 visite (-48,8%), ai minimi storici dalla sua apertura. Le keyword aumentano da 107.980 a 126.496, ma la visibilità reale non segue. L’algoritmo sembra punire l’indifferenziato: articoli generali su mete banali, senza narrazione personale e con bassa profondità, oggi non reggono più il confronto con blog autentici, portali locali o creator verticali. La Zoom Authority scende da 65 a 62, in una situazione strutturalmente compromessa.
Le dichiarazioni di Google sul recupero e sulla visibilità dei creator
Parallelamente all’implementazione del March 2025 Core Update, l’attenzione della community SEO si è concentrata anche su una serie di interventi pubblici da parte di Danny Sullivan, Search Liaison di Google, a commento delle preoccupazioni espresse da publisher, blogger e creator indipendenti penalizzati dagli aggiornamenti algoritmici degli ultimi diciotto mesi.
La tensione tra narrato istituzionale e realtà dei ranking è emersa ancora una volta con chiarezza. Da una parte, Google ribadisce di essere impegnato nel miglioramento dei propri sistemi per valorizzare contenuti realmente utili; dall’altra, la mancanza di una roadmap trasparente, la vaghezza dei riferimenti temporali e le ambiguità terminologiche alimentano frustrazione e disillusione tra coloro che vedono ancora sfumata la possibilità di recupero organico, pur avendo investito in contenuti di qualità.
“Nessuna data certa, nessuna garanzia di recupero”. Alla domanda, esplicitamente posta da alcuni membri della community su X (ex Twitter), sul “quando” della ripresa per i siti penalizzati, Sullivan ha risposto chiarendo che non ci sono deadline programmate né automatismi nel processo di rivalutazione. Il riferimento – circolato nei mesi scorsi – alla prospettiva temporale del “2025” va letto come un’indicazione probabilistica sui tempi di maturazione del lavoro interno, e non come una promessa implicita di risollevamento nelle SERP.
In particolare, Sullivan ha spiegato che il recupero nella visibilità dipende da aggiustamenti multipli su diversi sistemi algoritmici in fase di affinamento. Non si tratta dunque di un unico switch o di una data che segnerà inversioni di tendenza generalizzate, ma di un’azione distribuita – lenta, per certi tratti opaca – condizionata sia dalla natura tecnica della piattaforma che dallo stato effettivo dei siti.
La precisazione va in netto contrasto con le attese di molti siti colpiti, che speravano in un aggiornamento specifico pensato per risolvere gli effetti collaterali provocati dagli update di settembre e dicembre 2023 – come l’ormai centrale Helpful Content System. L’assenza di impegni operativi vincolanti e di un orizzonte temporale pubblico ha ulteriormente raffreddato le aspettative della community.
Lavori in corso, ma impatto ancora incerto
Sullivan ha inoltre ammesso che alcune modifiche “migliorative” sono già state applicate negli ultimi mesi e che altre arriveranno “a ondate” nel corso del 2025. Tuttavia, queste correzioni non implicano – né ora né in futuro – un meccanismo automatico di ripristino per i domini precedentemente penalizzati.
Google ha individuato casi in cui siti strutturalmente corretti, ben costruiti, con contenuti originali e formalmente in regola rispetto alle linee guida ufficiali, continuano comunque a performare sotto le aspettative. Secondo Sullivan, ciò dipende in larga parte dal fatto che le metriche sottostanti sono guidate, oltre che dall’analisi del contenuto, dai segnali comportamentali e da valori contestuali ancora non completamente pubblici: esperienza utente percepita, engagement reale, valore informazionale comparato, relazioni tra dominio e query.
Il grado di opacità in questo passaggio colpisce. L’ammissione dell’esistenza di “siti meritevoli che però non riescono a riemergere” pone l’intero discorso su un piano diverso: il problema non è più “correggere gli errori”, ma gestire un sistema in cui anche un buon lavoro non garantisce alcun risultato.
Google e i siti indipendenti: promesse mancate?
L’aspetto che ha suscitato maggiore attenzione (e in alcuni casi indignazione) riguarda la distanza tra le rassicurazioni espresse da Google nel 2024, durante i vari Creator Summit e iniziative di ascolto dal vivo, e l’attuale realtà post-update. In quegli incontri – cui parteciparono numerosi creator, blogger verticali e gestori di piccoli progetti editoriali – il Search Relations Team aveva più volte fatto intendere che erano in corso lavori specifici per valorizzare chi crea contenuti “veri”, scritti da persone competenti, indicizzati in modo pulito e pensati per l’utente.
Sullivan aveva dichiarato l’intenzione di far emergere, nel tempo, “più contenuto da creator reali”, distinguendolo da contenuti puramente ottimizzati per la search, generici o privi di voce editoriale. La ripetizione di questa promessa, però, non ha trovato riscontro nella distribuzione del traffico rilevata negli ultimi update. Se Reddit e TikTok sono oggi protagonisti di ogni ranking, molti creator indipendenti segnalano invece un traffico in crollo, nessun recupero e difficoltà nel sostenere i progetti editoriali nati come esperimenti personali e poi maturati.
Nella più recente serie di risposte, Sullivan ha esplicitamente affermato che nella fase attuale è realistico immaginare che “non tutti saranno in grado di tornare dove erano”. E che “alcuni contenuti validi potrebbero comunque non offrire il tipo di esperienza che Google, nel contesto del search moderno, desidera mettere in evidenza”.
Significative, in questo senso, le sue parole in merito a contenuti “buoni” che però non portano interazioni: secondo Google, anche contenuti di qualità possono essere superati da alternative più attrattive, meglio interconnesse o in grado di stimolare clic, tempo sul sito o ricognizione della risposta. Non viene tuttavia chiarito cosa, oggi, dovrebbe fare un sito per dimostrare di rispondere a questi criteri: le linee guida ufficiali restano generiche.
Per molti, questa è la conferma definitiva che la discesa avvenuta con gli update precedenti non sarà automaticamente risarcita da modifiche future. E che non esiste, per ora, un’“uscita garantita” per chi continua a lavorare bene, ma è rimasto inghiottito da un algoritmo che guarda sempre meno alla qualità assoluta e sempre più alla competenza percepita nel soddisfare query dinamiche e mutevoli.
FAQ e risposte ai dubbi sul March 2025 Core Update
L’intensità dell’impatto del March 2025 Core Update e l’assenza di indicazioni puntuali nelle comunicazioni ufficiali di Google hanno generato numerose domande tra editori, SEO specialist, content creator e gestori di siti web. In questa sezione di approfondimento rispondiamo con il massimo livello di precisione e concretezza ai principali interrogativi emersi nella community, fornendo indicazioni operative e interpretative basate su dati certi, fonti ufficiali e osservazioni empiriche condotte attraverso SEOZoom.
- Come posso capire se il mio sito è stato colpito dal March 2025 Core Update?
Il primo passo è confrontare l’andamento del traffico organico e dei ranking tra le due settimane precedenti e le due successive al 13 marzo 2025, giorno di inizio del rollout. L’utilizzo combinato di strumenti di analisi come SEOZoom, Google Search Console e Google Analytics permette di identificare con precisione l’eventuale perdita di visibilità. In particolare, vanno osservati i cambiamenti nel numero di keyword in Top 10, le curve di traffico non derivanti da stagionalità e le variazioni nella distribuzione delle query per intent. SEOZoom consente di segmentare l’impatto a livello di URL e keyword, individuando con chiarezza quali sezioni sono state colpite e in che misura, in maniera ancora più precisa con la Time Machine. Se il calo coincide con le date del rollout e non ci sono modifiche tecniche intervenute sul sito, è molto probabile che si tratti di un impatto diretto dell’update.
- Cosa fare se il sito ha perso posizioni?
La prima azione utile è resistere alla tentazione di agire nell’immediato, aspettando invece che le SERP raggiungano uno stato più stabile. Poi è necessario svolgere una revisione critica dei contenuti già pubblicati, non solo sul piano formale ma anche rispetto alla loro utilità effettiva per l’utente, alla corrispondenza tra intent e struttura e all’aggiornamento delle informazioni, facendo anche un’analisi competitor per confrontare le loro strategie e risposte. È utile verificare se ci siano segnali di debolezza nei tempi di caricamento, nella profondità informativa o nella capacità di rispondere alla query in modo chiaro e sintetico. Va inoltre controllata la presenza di link potenzialmente tossici che potrebbero inficiare l’autorevolezza complessiva del dominio. Una strategia centrata sull’analisi degli URL penalizzati più gravi e sul potenziamento qualitativo di quelli strategici può risultare efficace nei mesi successivi al rilascio.
- I Social Media stanno diventando essenziali per la SEO?
L’integrazione sempre più capillare di link provenienti da TikTok, Reddit e altre piattaforme social all’interno delle SERP di Google, spesso nelle zone più visibili della pagina, indica che oggi i social non sono più un ambito separato dalla SEO, ma un canale parallelo che può generare visibilità organica diretta. Con il March 2025 Core Update si è rafforzata la tendenza di Google a “riservare” spazi nei risultati per contenuti UGC o video brevi esplicitamente provenienti da ecosistemi social, soprattutto a fronte di query informazionali radialmente costruite sul bisogno di confronto, opinione o racconto personale. Questo suggerisce che i brand e gli editori dovrebbero includere anche la produzione e distribuzione di contenuti social nella propria strategia SEO, non come sostituto delle pagine web, ma come acceleratore dell’autorità tematica percepita.
- È possibile un recupero dopo una penalizzazione algoritmica?
Secondo quanto dichiarato da Google, e in particolare da Danny Sullivan, non esistono automatismi di recupero per i siti penalizzati da un core update, e nessuna correzione algoritmica garantisce il ritorno alle posizioni precedenti. Alcuni miglioramenti tecnici o editoriali potranno essere valorizzati in update futuri, ma non esiste un meccanismo che assicuri un ripristino proporzionale. Inoltre, anche i contenuti di buona qualità potrebbero non soddisfare i nuovi modelli decisionali dell’algoritmo, rendendo difficile prevedere l’esito di qualsiasi intervento correttivo. Il recupero, quindi, è teoricamente possibile, ma subordinato alla coincidenza tra le revisioni interne del sito e l’evoluzione delle dinamiche algoritmiche future.
- Gli effetti del Core Update si stabilizzeranno nei prossimi mesi?
In base ai pattern osservati nei core update precedenti, è ragionevole aspettarsi una fase di assestamento delle SERP nel giro di 4–5 settimane dal termine del rollout. Tuttavia, alcuni ranking potrebbero subire ulteriori oscillazioni nel periodo immediatamente successivo, soprattutto quando Google introduce refresh non dichiarati del sistema. Inoltre, nel corso dell’anno sono previsti altri aggiornamenti algoritmici principali, il che rende l’attuale configurazione non definitiva. Stabilizzazione non significa cristallizzazione: per molti settori si tratta di una transizione, non di uno stato raggiunto.
- I siti penalizzati dai precedenti update possono ancora sperare in una revisione positiva?
Non necessariamente. Sebbene Google abbia annunciato l’intenzione di continuare a lavorare per valorizzare i contenuti dei creator indipendenti, nella pratica questo processo si è rivelato lungo, frammentato e poco prevedibile. Le dichiarazioni pubbliche più recenti ammettono che molti di questi siti potrebbero non recuperare mai le posizioni perse, anche se non hanno violato alcuna linea guida formale. La speranza va quindi calibrata non sulla retorica della “giustizia algoritmica”, ma su un’attenta riprogettazione dell’offerta, basata su contenuti autentici, esperienziali, aggiornati e con segnali di engagement misurabili.
- Se non aggiorno il sito per qualche mese, rischio penalizzazioni?
No, l’inattività momentanea di un sito o l’assenza di aggiornamenti frequenti non comporta automaticamente una perdita di visibilità. Google non valuta un dominio in base alla frequenza assoluta delle pubblicazioni, ma a partire da segnali come pertinenza, autorevolezza, coerenza interna e soddisfazione probabile dell’intento di ricerca. Nei commenti pubblici rilasciati, Danny Sullivan ha chiarito che non esiste alcun rischio “di per sé” legato al rallentamento produttivo: la qualità ha più peso della quantità. Un sito può mantenere la sua visibilità anche se ciclicamente inattivo, a patto che le pagine che ricevevano traffico siano ancora utili, accurate e superiori per profondità rispetto alla concorrenza.
- I contenuti generati con AI sono penalizzati?
Google non penalizza automaticamente i contenuti scritti con l’ausilio di intelligenza artificiale, ma valuta la qualità, l’utilità e la soddisfazione finale dell’utente. Se un articolo AI-based fornisce risposte accurate, originali e ben costruite, può posizionarsi come qualsiasi altro. Tuttavia, contenuti generici, copiati, prevedibili o privi di verifica sono più facilmente intercettati come “non utili” o “irrilevanti”, e dunque degradati nei ranking. La discriminante non è la tecnologia usata, ma il risultato ottenuto. Per questo motivo, chi utilizza AI deve investire in editing, validazione e rescoring umano dei contenuti prodotti.
- Ha ancora senso investire nella SEO nel 2025?
Sì, ma l’approccio richiesto è sempre più articolato. La SEO moderna non coincide più con il posizionamento delle pagine, ma include anche la capacità di intercettare l’intento informativo attraverso più canali e formati: testi ottimizzati, video, contenuti social, recensioni, segnali locali, immagini e dati strutturati. La visibilità oggi è un ecosistema, non una classifica singola. Investire in SEO significa quindi disegnare esperienze informazionali multilivello, dove la forza del contenuto è solo una delle variabili in campo.